Descrizione del gruppo di lavoro dei Pupilli Dlatati

Il gruppo

La prima volta che siamo incontrati eravamo in più di venti, pervasi dalla voglia di realizzare un video sul nostro mondo, sui nostri casini e sulle nostre esigenze comunicative. Le prime riunioni si svolgevano in un clima di curiosità e voglia di parlare di sè agli altri.

Dopo un mesetto circa il gruppo ha cominciato a sfaldarsi, complici innumerevoli dubbi su come realizzare il progetto, e sul significato definitivo del termine "disagio": quali avrebbero dovuto essere i contenuti del video?

Il Gruppo trova una sua struttura stabile quando arriviamo al numero di dodici persone: presenze comunque eterogenee, con esigenze comunicative molto forti dovute alle diverse esperienze di vita, alla difficoltà di uscire dal guscio che ognuno di noi porta con sè e al desiderio di far conoscere le zone più degradate di Piacenza in cui abitano alcuni di noi, abbandonate e dimenticate, isolate dal resto della città.

Difficile, quasi impossibile, riuscire a trovare una sola storia, una sola immagine per descrivere tutto ciò: il gruppo, pertanto, si riduce ulteriormente, senza rabbia o litigi, semplicemente per l'impossibilità di riuscire a focalizzare l'attenzione su un'unica idea.

Il gruppo trova il suo definitivo equilibrio quando rimaniamo in sette.

A dividerlo ulteriormente sono le diverse possibilità espressive: avendo scartato la forma documentaristica, abbiamo deciso di realizzare dei cortometraggi recitati, che toccassero diversi aspetti del nostro disagio, così da riuscire a suddividerci equamente ruoli e competenze.

Saranno fondamentali l'aiuto di un gruppo teatrale e la supervisione di Marco Sgorbati in qualità di direttore della fotografia.